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    Bella Addormentata

    19 Settembre 2012 23.46 - di Civiltà Laica - Fonte: Civiltà Laica - cod.347789

    Rubriche / Civiltà laica :: Bella Addormentata

     Nessun video o audio disponibile

     Nessuna documentazione disponibile

     Il film di Bellocchio non riesce a convincere fino in fondo, in particolare pesa la scelta di una figura di un laicista fanatico che sembra messo li solo per rendere digeribile il film ai cattolici.

    Ci costa dirlo, perché siamo entrati nella sala con tutte le migliori intenzioni, ma il film di Bellocchio non ci ha convinto. "Bella Addormentata" non racconta la storia di Eluana Englaro, o per meglio dire delle vicende giudiziarie che hanno visto protagonista suo padre Beppino che ha preteso che fosse rispettata la volontà della figlia in base ai dettami costituzionali del nostro paese; racconta di quattro storie che si svolgono nel breve periodo in cui il corpo di Eluana è stato trasferito da Lecco a Udine fino al suo decesso.


    Di queste storie due sono abbastanza convincenti, una è piuttosto abusata e fuori tema, una invece è assolutamente fuori luogo.

    Partendo dalle note positive, è interessante il racconto dal punto di vista di un senatore laico "di destra" che per motivi di coscienza non vuole votare la legge "salva-Eluana" pretesa da Berlusconi per riconquistare l'elettorato cattolico. Toni Servillo si conferma uno dei migliori attori italiani e il suo monologo in cui prova il discorso che avrebbe fatto nell'aula del senato se ne avesse avuto il tempo è probabilmente il pezzo migliore del film.

    Altrettanto convincente è la descrizione della perdita di contatto con la realtà di una madre che vede la figlia immobilizzata a letto a un respiratore automatico e incosciente. La madre, una bravissima Isabelle Huppert, si perde nella convinzione che se si dimostrerà abbastanza credente sua figlia si risveglierà e per far questo dimentica di avere un altro figlio e un marito che a differenza della sua Rosa (forse la vera bella addormentata del titolo) avrebbero bisogno delle sue attenzioni e del suo amore. Ma la sua ossessione per la figlia dormiente la prosciuga impedendole di continuare a vivere.

    Decisamente abusata e discretamente fuori tema invece la storia interpretata da Maya Sansa e da Pier Giorgio Bellocchio. In un ospedale zeppo di cinismo al limite del grottesco (con dottori che scommettono sulla morte di Eluana davanti ai pazienti) il medico Pallido vuole a tutti i costi salvare la vita a una ragazza tossica che prova più volte il suicidio davanti ai suoi occhi. Al di là della stucchevolezza della storia stupisce che un regista laico come Bellocchio voglia mescolare temi così differenti come la disperazione da tossicodipendenza e il rifiuto delle cure ritenute umilianti e degradanti. Mescolare temi come il suicidio assistito e il testamento biologico significa confondere le idee allo spettatore, non è un caso infatti che i media filo-clericali del nostro paese (ovvero quasi tutti) li confondono sempre.

    Proprio non ci è piaciuta invece la quarta storia del film, e non ci riferiamo alla storia d'amore fra una ragazza cattolica e un ragazzo laico inizialmente sulle opposte barricate ma alla figura del fratello di questo. Un ragazzo sofferente di disturbi psicotici e compulsivi che fa il tifo per la morte di Eluana in modo anche fastidioso (alzare le mani come a un gol quando sente in tv l'intervento di un politico pro-choice è qualcosa di meno che ridicolo). Non riusciamo proprio a capire l'esigenza di una figura così fuori le righe; forse, il condizionale è d'obbligo, di fronte all'integralismo e al fanatismo cattolico che inevitabilmente appare evidente non grazie alla recitazione degli attori ma alle dichiarazioni (vere) di Quagliarello e co. trasmesse dalle tv durante le vicende il regista aveva bisogno di qualcosa che equilibrasse il racconto e lo rendesse digeribile anche ai cattolici? Rimaniamo sinceramente attoniti da questa scelta narrativa di cui nessuno sentiva il bisogno.

    Chi ha vissuto quei giorni sa benissimo da che parte stava il fanatismo. Mentre una parte chiedeva il rispetto dei diritti costituzionali l'altra pretendeva che questi venissero aboliti perché inferiori ai dogmi della loro fede, questo nel film è evidente ma viene cercato di edulcorare con la figura inventata di un laicista fanatico.

    La scelta è quanto meno discutibile e a nostro avviso fa perdere molti punti al film che raggiunge a malapena la sufficienza.


    Alessandro Chiometti
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