Il Presidente del Consiglio comunale di Terni ha partecipato ieri, a Foligno, agli stati generali delle autonomie locali dell'Umbria e ne ha tratto la convinzione che " passi in avanti sono stati fatti sulla necessità della presenza di due provincie nella regione " . Seppur con distinguo e con un minimo di legittima diffidenza molti amministratori le cui città dovrebbero passare sotto la provincia di Terni hanno capito che non si tratta di una battaglia di campanile ma di una necessità per la sopravvivenza della regione stessa
Finocchio non nasconde che si stanno scontando ritardi storici ma , ha affermato " le riforme riuscite meglio in Italia sono quelle che si sono fatte in fretta ". Ha apprezzato l'intervento della Presidente della giunta regionale , Marini, che ha detto chiaro che una regione con una sola provincia sarebbe " un gravisimo errore " .
" Oggi il tema del riordino istituzionale, ha affermato Finocchio, è più presente nel'opinione pubblica umbra, nelle istituzioni e in chi le rappresenta. Noi abbiamo in mente due provincie: quella di Terni, o come si chiamerà, con 400 mila abitanti circa e quella di Perugia con, circa, 500 mila abitanti . C'è una maggioranza dell'Umbria che è favorevole a questo riordino, questo andrebbe a sanare una difficoltà storica dell'Umbria, squilibrata nei suoi territori. E' vero che i tempi sono ristretti ma la responsabilità politica di ognuno di noi ci chiama ad assumere una decisione che non può essere che quella di un riequlibrio della regione Umbria per salvare la regione "
Non è automatico che la proposta avanzata dal consiglio regionale al governo, in tema di riequilibrio della provincie venga accettato dal governo ma " da notizie che abbiamo ci sono le condizioni perchè ciò avvenga. Sarebbe difficile per il governo, una volta che c'è la proposta delle autonomie locali umbre, dire di no "
Sull'iniziativa referendaria Terni nel Lazio, il Presidente del Consiglio comunale ha affermato che " oggi sarebbe un pò complicato pensare di andare nel Lazio per le difficoltà finanziarie che quella regione ha, soprattutto in ambito sanitario mentre l'Umbria, con qualche difficoltà, è però riuscita a mantere un livello dei servizi elevato. Certo, però, il tema della forza e della presenza della città di Terni in Umbria è un tema che va posto. Se non si trovano risposte adeguate dentro l'Umbria, gioco forza , le argomentazioni di chi dice non veniamo rispettati in questo contesto, assumono una valenza politica, questo è fuori dubbio . Noi , però, abbiamo oggi la possibilità di rafforzare l'Umbria magari, alla fine della storia, fra qualche anno, verrà fuori che non siamo noi umbri che vogliamo andare nel Lazio ma qualcuno dal Lazio che vuole venire da noi " .
Allora Terni provincia , ci scommetterebbe? " Si ci scommetterei, sono convinto che sia la soluzione migliore. La nostra città ha una sua forza, è una città moderna, è una città accogliente , è una città che non ha tanti problemi che hanno grandi città e le città vicine. E' una città non provinciale, in questo senso, è una città abituata a ragionare con il mondo e non sarà certamente un caso se un gruppo finlandese ha deciso di avere qui il suo cuore pulsante. Quindi ritengo che sia importante che la città mantenga le caratteristiche, lo status, di capoluogo. E il Consiglio comunale ha deliberato, su questa vicenda, sempre all'unanimità"
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