Il cervello è guidato da un nucleo arcaico di forze vitali: eros, passione, rabbia, tristezza e così via. Se queste forze "sacre", perenni e fuori dal tempo, possono affacciarsi in noi, senza che le giudichiamo, riempiono di senso e di sapore l'esistenza. Chi segue la propria natura, realizza se stesso con spontaneità, senza inutili deviazioni.
Il cervello dei mammiferi è formato da tre cervelli: cervello rettiliano (il più antico), sistema limbico (successivo) e neocorteccia (formatosi più di recente). La differenza tra noi e gli altri animali sta nel fatto che la neocorteccia è grandemente sviluppata.
Ogni cervello possiede specifiche competenze e per questa ragione i cervelli più antichi non sono caduti in disuso.
Ma quali sono i compiti del cervello rettiliano? Serve a regolare le attività di base del nostro organismo come il ritmo sonno/veglia, la respirazione ecc.; a regolare i sistemi motivazionali non relazionali (cioè quelle attività che si possono svolgere da soli) quali l'alimentazione, l'esplorazione del territorio e la costruzione di una tana e infine a seguire le regole dei sistemi motivazionali relazionali non sociali (cioè quelle attività che si svolgono in relazione agli altri, con i quali stabiliamo interazioni non durature) come la predazione/fuga, la difesa del ter ritorio e l'accoppiamento.
Il cervello rettiliano in sintesi persegue due scopi: la sopravvivenza e la riproduzione. La propria sopravvivenza è sopraordinata a qualunque cosa, tranne nel caso siano presenti i propri cuccioli. In tal caso la continuità della specie sta sopra tutto.
Nel cervello rettiliano non ci sono pensieri (quelli sono prodotti dalla neocorteccia), ma solo azioni istintive. Insomma quando qualcuno ci dice che è un tipo impulsivo, ci sta dicendo che è uno che non pensa tanto, che agisce, che prevalentemente funziona a livello del cervello rettiliano.