| "In un contesto fortemente segnato dalla crisi di importanti comparti produttivi e in attesa di una seria e reale politica industriale rimangono inalterate tutte le nostre preoccupazioni legate al continuo aumento della disoccupazione. E in questo contesto il progetto di riassetto del settore inox di Outokumpu ed Inoxum non deve in alcun modo mettere in discussione il valore del sito di Terni e delle sue produzioni, perchè eventuali perdite produttive e occupazionali non potrebbero nè essere accettate, nè gestite in un territorio che dimostra ormai pericolosi segnali di recessione": a dichiararlo è il consiglio generale della Fim Cisl che si è riunito a Terni. Dopo la relazione introduttiva del segretario generale del sindacato Celestino Tasso, si è aperto il dibattito alla presenza del segretario generale regionale Ulderico Sbarra, del segretario generale regionale Adolfo Pierotti, del segretario generale provinciale della Cisl Faliero Chiappini. La Fim Cisl di Terni - spiega il sindacato - ritiene il quadro economico e sociale della provincia di Terni fortemente preoccupante, non solo per l'incremento massiccio del ricorso agli ammortizzatori sociali per la gestione della crisi del settore industriale, ma per le continue cessazioni di attività produttive che stanno, di fatto, caratterizzando questo 2012 e che impoveriscono l'intero sistema industriale e lo stesso territorio". Il sindacato dei metalmeccanici della Cisl chiede la ripresa urgente del confronto a Palazzo Chigi con il Governo italiano, con la presenza sia dei rappresentanti di ThyssenKrupp AG sia con i rappresentanti di Outokumpu per un confronto su quanto previsto dal Protocollo d'intesa per favorire lo sviluppo del territorio di Terni-Narni, siglato il 4 Agosto 2005 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La Fim Cisl ritiene indispensabile che le verifiche della normativa antitrust previste dalla Comunità europea diano esito positivo così da evitare pericolose ricadute, non solo sul progetto di vendita, ma sullo stesso Gruppo TK AST. Per quanto riguarda la controllata Aspasiel, la Fim è convinta che la società costituisce e costituirà un punto di riferimento ineluttabile nella organizzazione del nuovo sistema informativo del gruppo finlandese pur avendo a che fare con una concorrenza agguerrita. Sotto la lente di ingrandimento del sindacato la Società delle Fucine che rappresenta l'elemento dissonante rispetto alle strategie di mercato dell'inox varate dalla nuova società finlandese-tedesca, nonostante continui a produrre utili. Sarebbe impercorribile la strada della vendita alla concorrenza, sottolinea la Fiom, perché chi dovesse ipoteticamente comprare lo farebbe solo per eliminare un concorrente diretto e per poter trasferire gli impianti in altri luoghi. Per il sindacato poi, il Tubificio è l'elemento di filiera che oggi garantisce a TK AST la possibilità immediata di verticalizzazione dei suoi semiprodotti a Kilometri zero e rappresenta il gioiello di famiglia mentre nella politica dei risparmi prevista da Inoxum e Outokumpu, nel recupero dei 250 milioni di euro preventivati, potrebbero cadere sotto la scure della riduzione dei costi le società terze di servizio industriale come Ilserv, che con oltre 300 dipendenti, correrebbero il rischio di perdere il posto di lavoro, non essendo la società in grado di offrire costi più bassi di quelli attualmente praticati. |