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    IL MERITO, LA SCUOLA E LO SVILUPPO ECONOMICO

    9 Settembre 2012 15.48 - di Redazione Terni in Rete - Fonte: Terni in rete - cod.346402

    La sede del PD , Terni, in viale Mazzini

    La sede del PD , Terni, in viale Mazzini

    Informazione / Cronaca :: IL MERITO, LA SCUOLA E LO SVILUPPO ECONOMICO

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     Intervento del coordinatore della segreteria provinciale del PD, Fabio Narciso

    Si intreccia con l'avvio dell'anno scolastico, la lettera che il coordinatore della segreteria provinciale del Partito Democratico, Fabio Narciso, ha inviato al nostro giornale. L'eccellenza formativa, il valore dello studio, la meritocrazia, fattori imprenscindibili come il potenziamento dell'Università.

    Questa la lettera di Fabio Narciso

    " La straordinarietà degli eventi e della crisi economica impone oggi, più di ieri, la capacità di mettere in campo sforzi comuni volti a coniugare e tenere in equilibrio, il giusto rigore ormai imprescindibile, l'etica della cosa pubblica, i temi della crescita, i temi dell'equità con quelli della promozione del merito, fattori che insieme rappresentano la matrice identitaria e virtuosa di un paese democratico.

    Se è vero che passa per il rilancio della produzione di qualità, della manifattura, per lo sviluppo eco compatibile, per la green economy per la ricerca e per una riorganizzazione dei livelli istituzionali, il rilancio del Paese Italia è giusto promuovere una politica industriale che sappia combattere il nanismo delle nostre imprese, troppo piccole per competere e quindi che punti sull'aggregazione di rete delle aziende, sulla riduzione del carico fiscale e che sappia investire pesantemente sul potenziamento di tutte le infrastrutture sia quelle tradizionali sia quelle immateriali affrontando il tema dell'agenda digitale.

    Questa politica industriale si può fare se si concilia il tema dei giovani e quindi quello dell'istruzione, della formazione e del merito. E' per questo motivo che sono segnali importanti, tutti gli investimenti che si fanno sulla scuola a partire dall'indizione di un concorso nazionale per gli insegnanti che rappresenta un segnale importante che il Paese deve cogliere perché "la scuola" è una priorità nazionale, per i nostri giovani e per le nostre famiglie.

    Sarebbe però opportuno affiancare questa azione, ad una parallela, fatta di premialità nei confronti dei tanti insegnanti meritevoli che ogni giorno portano sulle spalle l'onere di formare i cittadini ed i lavoratori del domani e premiante anche nei confronti dei tanti studenti che con impegno guardano ad un futuro incerto e precario.
    Il merito però stenta a diventare una filosofia che orienta le istituzioni e le imprese.
    Avviare una cultura del "merito" significa adeguare la cultura sociale e politica, innovando le capacità relazionali, le strategie e le forme di intervento delle istituzioni.

    E' necessario dunque un nuovo approccio, l'attenzione deve essere rivolta di più su alcuni fattori endogeni: la centralità della persona, la sua formazione, l'eccellenza formativa, il valore dello studio, la meritocrazia, le leadership imprenditoriali e politiche, e quindi la capacità del territorio di produrre beni collettivi materiali e immateriali, di generare "capacità", ovvero competenze e specializzazioni.

    L'Umbria e la Provincia di Terni in particolare hanno nel loro dna questa capacità avendo un ottimo sistema formativo e di istruzione che va senz'altro potenziato e promosso.
    La promozione del merito passa dal rilancio dell'offerta formativa locale, in questa ottica è fondamentale il lavoro delle scuole ed aggiungo anche dei servizi pubblici per l'impiego come il luogo deputato pubblico all'orientamento scolastico e professionale delle giovani generazioni e laboratorio di promozione dei percorsi di carriera e consapevolezza delle attitudini individuali. Essere consapevoli del proprio sapere e del proprio saper fare riduce i costi sociali e libera risorse immediatamente utilizzabili. In Italia si investe troppo poco in orientamento rispetto all'Europa dove i bambini iniziano dalle elementari ad acquisire i processi di scelta è un gap che dobbiamo colmare per rendere anche i nostri giovani più consapevoli e partecipi delle proprie scelte e di quelle della collettività.
    Terni, con molti sforzi, nonostante le grandi privatizzazioni degli anni 90, è riuscita a mantenere produzioni d'eccellenza non solo per l'Umbria ma per tutto il territorio nazionale mi riferisco soprattutto alla siderurgia ed all'energia. Un capitolo a parte merita la chimica che ha storia e tradizione che parte dal nobel sugli studi dei polimeri ed arriva fino alle difficoltà di oggi che speriamo possano essere superate con un rilancio del sito per mezzo di produzioni innovative.
    Terni, nonostante la crisi, resta una delle città a più alta industrializzazione d'Italia. Si parla molto in questi giorni, del caso ILVA, forse a Terni non si è ancora fatto tutto, me ne rendo conto, ma la sua fabbrica siderurgica negli ultimi anni è riuscita a tenere in equilibrio diritto al lavoro e diritto alla salute, aggiornando un sito produttivo competitivo, oggi a livello mondiale, sia per quanto riguarda i prodotti, sia per quanto riguarda i sistemi di abbattimento delle polveri investendo in questo circa 30 milioni di euro. Quello di Terni è uno dei pochi casi in cui una multinazionale ha mantenuto gli impegni con il territorio….forse anche per la bravura complessiva del territorio stesso a partire dalle maestranze, passando per i sindacati ed il management aziendale per finire con le istituzioni. E' quindi con molta attenzione che deve essere trattata la situazione all'antitrust europeo riguardante la fusione TK / Outokumpu perché rappresenta una vicenda strategica per l'intero sistema industriale italiano, tanto è vero che poche settimane fa Mario Monti in Finlandia ha trattato lungamente delle vicende della fabbrica ternana, mentre in Umbria qualcuno parlava d'altro, per l'Umbria Terni è indispensabile e non può permettersi di perderne il suo status di città capoluogo. Perdere Taranto ed azzoppare Terni sarebbe letale per l'acciaio italiano.
    Per la salvaguardia ed il potenziamento del sito industriale ternano è importante lavorare anche sotto l'aspetto del completamento delle infrastrutture materiali, e mi riferisco al completamento della Orte Civitavecchia che attendiamo ormai da tanti anni e sulle reti immateriali. Mi riferisco al settore energetico e digitale con una sola parola smart grids e smart city come concetto più generale di città intelligente la sfida delle città del futuro realtà applicabile e replicabile sopratutto a Terni che ne ha i presupposti naturali di sviluppo, dati da una antica "cultura elettrica", e per la inedita proprietà della rete.
    Infatti è anche grazie ad un sistema formativo e scolastico di primo piano, all'incessante opera di scuole tecniche d'eccellenza come il nostro istituto industriale e scuole per l'industria di Terni, ad una cultura tecnica diffusa in città, che questo territorio ha mantenuto una vocazione industriale, quella che sarebbe opportuno mantenesse il nostro Paese.
    Per questo motivo le scuole tecniche vanno sostenute e promosse come è necessario fare tutti gli sforzi per potenziare a Terni l'università, nata come polo didattico con gli accordi di programma di una decina di anni fa, e quindi far nascere qui dipartimenti e distretti ingegneristici è fondamentale per alimentare un sistema industriale virtuoso, se non a Terni mi chiedo dove?

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