"E' una situazione che sembra quantomeno bizzarra: il Governo annuncia la grande svendita del patrimonio pubblico e la privatizzazione dei beni culturali, della sanità, etc. ma nel frattempo rinnova le concessioni televisive per 20 anni, fino al 2032". è il commento dell'assessore regionale alle infrastrutture tecnologiche Stefano Vinti che ricorda come sulla Gazzetta Ufficiale del 26 aprile scorso ci fosse scritto dell'asta pubblica per l'assegnazione delle frequenze televisive e rimuoveva il beauty contest, la distribuzione a Mediaset, Rai e La7 di sei multiplex, cioè, pacchetti di frequenze per trasmettere il digitale terrestre. E il governo calcolava incassi dai due ai quattro miliardi, da distribuire tra le televisioni locali e la banda larga. Ma i 120 giorni previsti per la pubblicazione del regolamento Agcom (che deve essere stilato dai nuovi commissari nominati ad inizio maggio) sono passati ed ancora non si è visto niente. Il Governo insomma preferisce una politica di congelamento della situazione attuale a favore dei grandi gruppi nazionali, penalizzando le televisioni locali e i potenziali editori interessati a fare televisione in Italia. Una vera e propria mazzata all'editoria televisiva regionale, compresa quella umbra, conclude Vinti, costretti a convivere con problemi di interferenza con i gruppi nazionali che non potranno essere risolti fino al 2032".