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RIORDINO PROVINCE: "DANNOSO E ANACRONISTICO ESSERE ACCORPATI A TERNI" |
4 Agosto 2012 18.20 - di Giorgio Ciaruffoli - Fonte: Radio Galileo - cod.341916
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Palazzo Bazzani, sede della Provincia di...
Palazzo Bazzani, sede della Provincia di Terni
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Dai Sindaci di sette comuni della Valnerina, una nuova "bordata" ala sopravvivenza della Provincia di Terni.
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Che l'azione di salvataggio della provincia di Terni, attraverso il riordino territoriale, apparisse davvero difficile lo avevamo già sottolineato nei giorni scorsi. Ma l'andamento che il dibattito, in atto nella regione, sta assumendo dopo la sua cancellazione dal decreto sulla spending review, rende sempre più lontana, se non addirittura impossibile, anche quella ipotesi. Alle chiare affermazioni dei giorni scorsi, da parte dei primi cittadini di Marsciano e Spoleto sulla volontà dei rispettivi territori di rimanere nella Provincia di Perugia, si aggiungono oggi quelle - dello stesso perentorio tono - dei Sindaci di sette comuni della Valnerina, Pietro Bellini (Preci), Fausto Dominici (Vallo di Nera), Gino Emili (Cascia), Tullio Fibraroli (Sant'Anatolia di Narco), Giovanna Forti (Cerreto di Spoleto), Egildo Spada (Poggiodomo) e Giampaolo Stafanelli (Norcia), i quali, in una nota congiunta, ritengono come nel processo di riassetto istituzionale sia "indispendabile salvaguardare la coesione e lo sviluppo di tutti i territori della regione, in particolare di quelli, come la Valnerina, che appaiono piu' marginali e che - aggiungono i sindaci - sentono maggiormente le ripercussioni della grave crisi in atto". "Vogliamo essere coinvolti in questo percorso - affermano i sette primi cittadini dei comuni della Valnerina - e riteniamo dannoso e anacronistico essere accorpati a Terni".
"Scelte cosi' significative - sottolineano ancora i sindaci - devono essere assunte coinvolgendo tutte le comunita' locali e tutti i territori, con precisi pronunciamenti dei Consigli comunali e non possono essere delegate soltanto a organismi, come il Cal, in cui parti importanti della regione non trovano la minima espressione. Soltanto interessando tutte le realta' e tutte le forze sociali si possono realizzare le riforme necessarie alla regione, il protagonismo solo di alcuni porterebbe alla frammentazione dell'Umbria e a una sterile conflittualita' tra istituzioni, incomprensibile e dannosa per i cittadini". "Prendiamo atto - proseguono - delle recenti prese di posizione di altri sindaci e ne condividiamo le conclusioni. Avremmo, pero', preferito essere coinvolti e auspicato che le stesse si concretizzassero in un documento unitario e in una presa di posizione univoca e che fossero condivise con le istituzioni di quest'area, visti i profondi legami storici e culturali che da sempre uniscono la Valnerina allo Spoletino e al Folignate e date le tante attivita' realizzate insieme, negli ultimi anni, per la costruzione della cosiddetta 'area vasta', di cui la nostra realta' costituisce un'entita' fondamentale e nell'ambito della quale vuole continuare ad assumere un ruolo fondamentale per lo sviluppo futuro e per la crescita stessa dell'Umbria".
"Riguardo la riforma delle Province - spiegano ancora i sindaci dei sette comuni della Valnerina - riteniamo fortemente sbagliato e inopportuno, per i profondi legami storici, culturali ed economici costruiti nel corso degli anni guardando soprattutto verso Perugia, ipotizzare un percorso diverso da quello attuale, spostando porzioni di territorio e comunita' verso realta', come quella di Terni, con cui, di fatto, non ci sono relazioni altrettanto forti: per la comunita' della Valnerina sarebbe anacronistico e dannoso sotto il profilo sociale ed economico". "Sulla base di queste riflessioni e condizioni - concludono - siamo, comunque, disponibili a ragionare insieme per costruire una regione in grado di affrontare le ambiziose sfide dei prossimi anni e auspichiamo che non vengano assunte decisioni non partecipate".
E' pur vero che dall'approvazione del decreto sulla spending review ci saranno 90 giorni di tempo per presentare una organica proposta di riordino territoriale delle due province dell'Umbria, ma, di fatto, riteniamo che l'odierna presa di posizione dei Sindaci di Preci, Vallo di Nera, Cascia, Sant'Anatolia di Narco, Cerreto di Spoleto, Poggiodomo e Norcia, pesi come un macigno sul già incertissimo futuro della Provincia di Terni. Insomma, se questo non è un vero e proprio "de profundis" poco ci manca!
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