Sorgerà a Terni uno dei due Centri Antiviolenza previsti nel progetto Umbria Antiviolenza, approvato dal Dipartimento per le Pari Opportunità, grazie alla collaborazione fra i Comuni di Terni e Perugia, l'associazione Differenza Donna di Roma (capofila del progetto), l'associazione Libera Mente Donna di Terni.
La realizzazione del progetto prevede la creazione, di due Centri Antiviolenza, uno a Terni ed uno a Perugia, che potranno ospitare 36 donne vittime di violenza o di stalking e 20 bambini.
La metodologia seguita è quella utilizzata nei Centri Antiviolenza operanti in Italia e che aderiscono alla Rete dei Centri Antiviolenza. Le attività fondamentali svolte saranno quelle di accoglienza, ospitalità e segretariato sociale, mediazione culturale, consulenza professionale e specialistica in vari ambiti compresi quello psicologico e giuridico, sostegno alla costruzione di un progetto individualizzato di autonomia per l'uscita dalla violenza, l'orientamento informativo verso i servizi del territorio e il lavoro. Il funzionamento dei Centri Antiviolenza curerà con particolare riguardo, fra l'altro, l'organizzazione degli spazi per accogliere i bambini (compreso lo spazio giochi), l'accompagnamento della donna nella fase di uscita dal Centro, la formalizzazione di protocolli di collaborazione con una molteplicità di soggetti, in particolare le Forze dell'Ordine, la formazione del personale e l'attenzione ai rischi professionali.
"Si colma così una lacuna nel panorama regionale dei servizi dedicati al contrasto dei fenomeni di violenza di genere e stalking", hanno commentato gli assessori comunali alle politiche sociali e alle pari opportunità Stefano Bucari e Maria Bruna Fabbri.
Il progetto prenderà avvio nei prossimi giorni.
Dai dati raccolti dal Telefono Donna, che rimane un osservatorio privilegiato sul fenomeno della violenza di genere in Umbria, emerge la diffusione della problematica, ancora in gran parte sommersa. Si caratterizza prevalentemente come violenza in ambito familiare e si manifesta sotto più forme contemporaneamente: violenza fisica, psicologica, economica, sessuale e stalking. Nel periodo 2000-2011 le richieste di aiuto accolte dal Telefono Donna sono praticamente decuplicate; in particolare è triplicato il numero delle segnalazioni per violenza e maltrattamento subite dalle donne, avvenute nell'89.37% dei casi in famiglia, e un significativo aumento si è avuto anche per le richieste di sostegno per situazioni legate a separazioni e affidamento dei figli. Inoltre, negli ultimi anni è aumentato il numero delle donne straniere immigrate che sono a volte portatrici anche di problemi legati alla tratta e a difficoltà di integrazione.
"Con il Progetto Umbria Antiviolenza , hanno ribadito gli assessori comunali alle politiche sociali e alle pari opportunità Stefano Bucari e Maria Bruna Fabbri , abbiamo dunque promosso le condizioni perché si potesse colmare tale mancanza presentando una proposta progettuale che facesse incontrare l'esperienza e le conoscenza di chi da anni, come l'associazione Differenza Donna, lavora nel contrasto alla violenza di genere con l'associazionismo che in Umbria opera nella stessa direzione".
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