Con 16 voti a favore e 7 contrari l'assemblea di Palazzo Cesaroni approvò il 20 dicembre del 2008 l'istituzione degli ATI ( Ambiti territoriali integrati ) ai quali furono assegnate le competenze in materia di gestione della sanità , delle politiche sociali, dei rifiuti, delle risorse idriche e del turismo che, fino ad allora facevano capo a 35 fra enti , consorzi e associazioni dei Comuni o delle partecipate degli enti locali. Gli ATI erano ( sono ancora ) 4.
Ebbene dopo 3 anni, gli ATi vanno già in pensione, saranno soppressi e il conferimento delle funzioni in materia di risorse idriche e rifiuti andrà ad un unico soggetto, l'Auri (Autorità umbra per i rifiuti e le risorse idriche), cui parteciperanno i Comuni.
E' quanto stabilisce il disegno di legge preadottato dalla giunta regionale su proposta dell'assessore all'Ambiente, Silvano Rometti. "La scelta politica della giunta regionale , sottolinea Rometti in un comunicato dell'ente , va nella direzione della maggiore semplificazione e riorganizzazione possibili, con l'intento di ridurre i costi di funzionamento e dotare la nostra regione di una politica dei servizi che renda uguali tutti i cittadini dell'Umbria, evitando costi e spese che andrebbero direttamente in tariffa e quindi a carico delle famiglie. Per questo motivo, anche se la normativa nazionale avrebbe consentito un organizzazione a base provinciale, abbiamo deciso di creare un'unica struttura regionale che regoli lo svolgimento dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica. In questo modo potremo avere maggiori economie di scala e rendere omogenee le tariffe e l'efficienza del servizio in tutto il territorio regionale. Così la Regione Umbria, oltre ad aver rispettato i tempi, ha superato la logica provinciale prevedendo un organismo unico a livello regionale in materia di risorse idriche e di rifiuti. E' evidente infine che questa scelta ha anche l'obiettivo di agevolare il percorso necessario per arrivare ad un unico gestore regionale dei servizi di acqua e rifiuti".
Il ddl prevede che i Comuni esercitino in forma obbligatoriamente associata, mediante le Unioni dei Comuni, anche le funzioni già esercitate dagli Ati in materia di sanità, dopo che la legge regionale 18/2011 aveva conferito alle Unioni stesse il trasferimento delle funzioni in materia di turismo e politiche sociali. Gli organi dell'Auri sono espressione dei Comuni dell'Umbria. E' prevista un'assemblea, composta dai sindaci di tutti i Comuni o da loro delegati, che elegge il consiglio direttivo, composto esclusivamente da sindaci che, a sua volta elegge tra i suoi componenti il presidente.
"Nessun compenso , ha sottolineato Rometti , è previsto per i componenti degli organi direttivi".
Il consiglio direttivo inoltre, tra le varie funzioni, provvede alla determinazione delle tariffe, all'approvazione del regolamento e della carta dei servizi, allo svolgimento dei controlli sull'osservanza della convenzione da parte del gestore, e relativi alla gestione economica verificando anche l'attuazione dei programmi degli interventi e le modalità di applicazione della tariffa.
L'Auri avrà un proprio statuto e un regolamento di organizzazione |