Si è svolto a Villa Umbra di Pila, l'annunciato incontro tra la Presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini ed i rappresentanti delle istituzioni locali nel corso del quale sono stati illustrati i due provvedimenti di riforma del sistema sanitario pre-adottati dall'esecutivo umbro. All'incontro erano presenti i presidenti dell'Anci Umbria, Wladimiro Boccali, del Consiglio delle Autonomie Locali, Leopoldo di Girolamo, e della Provincia di Terni, Feliciano Polli, anche in rappresentanza dell'Upi Umbria. La Governatrice ha innanzitutto voluto ribadire la qualita' del sistema sanitario regionale. "Si è inteso definire - ha spiegato - un quadro complessivo di riforma e riorganizzazione del sistema sanitario umbro, invece di procedere per singoli atti o provvedimenti specifici, che ci consentira' di realizzare un percorso unitario e condiviso in grado di affrontare con coraggio e determinazione la riforma". "Nei prossimi anni pero' - ha aggiunto la Marini - e soprattutto nel triennio 2013-2015, la Regione Umbria, come tutte le altre regioni, dovra' fare i conti con una drastica riduzione dei trasferimenti statali. Noi vogliamo assolutamente evitare la traslazione diretta dei tagli alle risorse sui servizi. Da qui - ha detto ancora la Presidente - la necessita' di una riforma che sia in grado farci recuperare risorse per mantenere alta la qualita' complessiva della sanita' regionale". Questi, in sintesi, alcuni tra i punti principali:
Governo della spesa. Per cio' che riguarda questo aspetto, le scelte effettuate dalla Giunta Regionale dal 2010 ad oggi permettono di tenere in equilibrio i conti della sanita'. Ulteriori economie saranno inoltre realizzate dalla razionalizzazione degli approvvigionamento di beni e servizi, attraverso la Centrale unica di committenza, dal riassetto della logistica dei magazzini farmaceutici ed economali, e gestione su base regionale del sistema assicurativo. In questa direzione anche la riforma dell'assetto istituzionale che vedra' la diminuzione da quattro a due delle Aziende sanitarie locali ed un ruolo di maggiore rilievo ai Comuni nell'ambito della programmazione sanitaria.
Riordino servizi medicina del territorio. riorganizzare attraverso l'accorpamento dei punti di erogazione delle prestazioni non decentrabili (vaccinazioni, attivita' consultoriali familiari, attivita' di medicina legale, etc). Riorganizzazione della rete emergenza-urgenza, con la definitiva attivazione della centrale unica del 118 gia' nella seconda meta' del 2012, e la ridefinizione degli assetti organizzativi dei dipartimenti di emergenza-accettazione.
Rete ospedaliera. Riorganizzazione delle chirurgie di alta specialita' (neurochirurgia, cardiochirurgia e chirurgia toracica), attraverso una evoluzione del sistema che porti a differenziare l'offerta delle prestazioni nelle due aziende ospedaliere e la tendenza alla individuazione di una unica struttura interaziendale, mediante anche l'individuazione di una rete integrata di dipartimenti interaziendali tra Perugia e Terni. Riorganizzazione delle strutture di chirurgia generale (ammontanti attualmente a 18) e delle chirurgie specialistiche.
Punti nascita. Per l'area materno infantile e' previsto una riduzione dei punti nascita in considerazione degli standard previsti delle linee guida nazionali e tenendo conto della logistica ospedaliera e dell'orografia del territorio umbro.
Convenzione Universita'. E' in fase ormai avanzata la definizione dei contenuti del protocollo d'intesa con l'Universita' che definira', oltre ai compiti ed alle funzioni delle due aziende ospedaliere, essenzialmente l'organizzazione su base di dipartimenti interaziendali, con una riduzione di circa il 50% degli attuali dipartimenti.
Liste d'attesa. La Giunta Regionale, preso atto che in riferimento ai tempi di attesa per le prestazioni relative ai primi tre livelli essi rientrano gia' da ora negli obiettivi assegnati dal Governo per il 2013, per quanto riguarda invece le liste d'attesa relative alle prestazioni programmate ha deciso di conferire uno specifico incarico alla Direzione Regionale della Sanita', per coordinare un progetto di abbattimento dei tempi di attesa per portarli entro i 180 giorni, cosi' come previsti dalle linee guida ministeriali.
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