E' stato un convegno poco partecipato anche se l'ambizione finale era di quelle importanti, quello che si è tenuto al San Domenico di Narni: pensare a Narni e Terni come un'unica città, un territorio indiviso da confini e decreti, una One smart city, per dirla con un inutile inglesismo, è più che una necessità. Due giorni a Narni, quindi, per mettere sul tavolo le idee, poche, in verità, e la volontà di collaborare in futuro a fare cose insieme a partire dal Piano d'azione per l'energia sostenibile, che sa tanto di norme che limiteranno i pannelli fotovoltaici. Si è poco parlato invece di spin-off, di futuro dell'Università, anche se il professor Josè Maria Kenny si è sforzato di far capire che il domani universitario di ingegneria è sospeso ad un filo, che solo la politica, la politica intelligente e lungimirante, può rafforzare. In molti casi tante parole, come quelle, bellissime di Paolo Gentili, il presidente del Consorzio per le aree industriali che ancora non è riuscito a «piazzare» il Compendio Bosco.
Presente anche Catiuscia Marini, la presidente della Giunta Regionale, che ha invitato gli esponenti delle istituzioni a fare presto, a mettere idee per l'unificazione dei territori che possano essere poi elemento di crescita. Una bella idea che però a molti è sembrata una passerella elettorale, e che per questo non partecipata. Un'idea che dopo le elezioni avrà sicuramente un seguito.
|