Anche la Regione dell'Umbria chiederà - al pari di altre regioni italiane - interventi a sostegno del comparto agricolo. L'assessore regionale Fernanda Cecchini, ha infatti sottolineato come l'Ente sia pronto a promuovere un'azione congiunta affinché il Governo italiano si impegni, nel negoziato sulla nuova 'Pac', a far reintrodurre le risorse per la gestione del rischio in agricoltura tra gli aiuti diretti. L'assessore umbro ha spiegato come siano condivisibili le preoccupazioni delle imprese agricole e degli operatori della filiera assicurativa sulla proposta della nuova politica comunitaria, che determinerà il futuro dell'agricoltura dal 2014 e dal 2020. Una proposta, che prevede come la gestione del rischio sia da ricondurre nell'ambito dei Programmi di sviluppo rurali regionali. In Italia, nell'ultimo anno, sono state utilizzate per gli aiuti pubblici compensativi alle perdite di produzione dovute a eventi atmosferici e andamenti climatici risorse comunitarie della Pac per 70 milioni di euro e 36 milioni provenienti dall'Ocm vino, che hanno consentito di far fronte alla costante riduzione delle risorse nazionali, pari a poco più di 23 milioni di euro. Accanto alle questioni finanziarie, c'è quella del modello di gestione, "non certo secondaria - ha sottolineato l'assessore Cecchini". Il modello di gestione centralizzata attraverso 'Agea e gli altri organismi pagatori, dopo un periodo di rodaggio, grazie alla costruttiva cooperazione tra tutte le componenti istituzionali, Ministero, Regioni, Ismea, Agea, Consorzi di difesa e compagnie assicurative, ha dato risposte buone, senza appesantire gli oneri burocratici per l'agricoltore che presenta un'unica domanda sia per ottenere i contributi Pac sia per la contribuzione assicurativa agevolata. Pensare di spezzettare la gestione tra i 21 'Psr' regionali - ha affermato - può determinare disparità e una velocità variabile tra le Regioni. "Il modello italiano e la scelta dello strumento assicurativo per contrastare il rischio in agricoltura è diventato patrimonio dell'intera Unione Europea e va salvaguardato", ha concluso la Cecchini, che ha invitato a riflettere sull'opportunità offerta dalla programmazione comunitaria in tema di stabilizzazione del reddito.
|