La denuncia degli studenti del corso di laurea di infermieristica ha trovato l'immediata solidarietà dei colleghi di medicina.
Come si ricorderà, noi ne abbiamo parlato nell'edizione di domenica scorsa, gli studenti di infermieristica lamentano di non avere aule a disposizione e di trovarsi, di conseguenza, nella situazione paradossale di dover prima effettuare un lungo tirocinio e, solo successivamente, seguire le lezioni, in un tempo super concentrato con un vero tour de force di 9 ore al giorno di lezioni per 6 giorni alla settimana.
" La loro frustrazione è la nostra ", sostengono in una nota gli studenti di LiberaMente " perché ciò che abbiamo sempre ripetuto è il timore che un periodo più o meno lungo di convivenza di due folti corsi di laurea in una sede sola avrebbe minato l'organizzazione di entrambi, cosa che sta effettivamente accadendo.
Gli orari delle lezioni di scienze infermieristiche sono stati stravolti, quelli di medicina non sono modificabili per le esigenze dei professori, e i due corsi di laurea si ritrovano entrambi disagiati negli spazi di convivenza e nei servizi strutturali che chiaramente non sono stati creati per capienze simili.
210 studenti di infermieristica, quasi 400 di medicina, quindi 9 diversi corsi che devono spartirsi 6 aule, oltre a un totale di 6 bagni per le ragazze e 6 per i ragazzi. Tutto questo rispetta la nota prospettiva della riforma Gelmini, sostengono ancora, ironicamente gli studenti di LiberaMente , più tasse universitarie, minore qualità dei servizi (e comunque molto minore anche rispetto ai colleghi perugini).
Proprio questo condividere un disagio deve portare le due componenti studentesche non a tensioni, rischio purtroppo prevedibile durante la condivisione di spazi angusti, ma a fare fronte comune, per migliorare le condizioni di entrambi ".
Gli studenti di LiberaMente criticano lo stato di abbandono in cui versa la nuova sede di Medicina che definiscono " una cattedrale nel deserto per la quale i lavori sono stati conclusi nel 2009 e il 25 giugno 2010 il Sindaco ha preso in consegna le chiavi e l'Università prometteva la presa in carico, molto onerosa, della struttura ". Ricorda ancora, amaramente, la stessa associazione studentesca come fosse data per " certa l'apertura della nuova sede di medicina per il mese di ottobre dello scorso anno ". Promessa non mantenuta certo " non per colpa del Comune ".
" Oggi ci sarà l'incontro fra le parti al palazzo della Regione a Perugia, e sottolineiamo che anche in questa sede i rappresentanti degli studenti non sono stati chiamati in causa. Ma in questa vigilia nervosa crediamo sia fondamentale appellarsi all'unità studentesca.
Allo stesso tempo, ci appelliamo affinché anche i professori e il personale di entrambi i corsi di laurea si facciano sentire attraverso una raccolta di firme o un semplice comunicato, per richiamare le istituzioni al buon senso e alla necessità di una soluzione immediata ".
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