Parole significative, quelle di Fausto Bartolini che pubblichiamo integralmente, che ricordano l'amore di Enrico Micheli per la città di Terni e il suo impegno politico discreto ma costante per costruire una città aperta in una regione protagonista.
Un ricordo doveroso dell'attività politica e istituzionale del parlamentare ternano, un grande statista che sapeva guardare oltre in una fase in cui sembrano invece prevalere, anche nella nostra regione, la chiusura e gli interessi di campanile.
Buona Lettura. Alberto Tomassi
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Qualcuno l'ha definita "la grande incompiuta", "l'opera infinita", per anni gli osservatori hanno nutrito dubbi e perplessità sulla sua realizzazione. L'apertura del primo tratto stradale della Terni - Rieti, una infrastruttura strategica per superare l'isolamento territoriale ed abbattere le distanze tra l'area industriale ternana e il porto di Civitavecchia, rappresenta un traguardo storico per la comunità cittadina ma anche una testimonianza dell'impegno concreto, dell'autorevolezza, del protagonismo di alcune personalità che hanno posto tasselli decisivi per costruire la Terni del futuro. In occasione del taglio del nastro del tunnel che collega la città con la Valnerina non si può non ricordare, con affetto ma anche con qualche rimpianto, la figura di Enrico Micheli, il parlamentare ternano tifoso della Ternana e tifoso della città. Uomo di Governo, di un Governo responsabile che poneva al centro dell'impegno politico gli interessi del Paese, l'attenzione verso le categorie sociali più svantaggiate, l'ingresso dell'Italia nell'Unione Europea, Enrico Micheli va ricordato per la grande statura politica, la lungimiranza, la capacità di guardare oltre. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Micheli è stato e rimane un grande protagonista della storia della città, un padre fondatore della Terni del nuovo millennio che contribuì a costruire con pacatezza, quasi dietro le quinte, ma garantendo sempre una presenza costante e un impegno serio e infaticabile. Questo i ternani lo percepivano e ricambiavano Enrico, anche nei momenti più bui della malattia, dell'amore che egli nutriva per la città. Enrico Micheli sognava una città forte in una regione protagonista, non isolata o arroccata in sterili e paesani campanilismi ma capace di interagire con l'Europa e con il mondo globalizzato nei settori dell'industria, della ricerca scientifica, delle infrastrutture. Per molti anni, da stretto collaboratore e segretario politico, a Palazzo Chigi ho avuto l'onore di lavorare al suo fianco e di essere un testimone diretto dell'attività politica e istituzionale di Enrico Micheli. In questa occasione mi sembra quindi doveroso riportare alla luce un pezzo di storia di questa città che è rimasta lontana dalla ribalta dei flash dei fotografi e dai titoli dei quotidiani. Ricordo la grande tenacia di Enrico nelle interminabili riunioni con l'amministratore di Anas per definire il tracciato del progetto della Terni - Rieti, gli sforzi per superare gli enormi ostacoli che di settimana in settimana si manifestavano su più fronti. Un passo alla volta, senza mai indietreggiare, senza mai perdere di vista l'obiettivo. Questa era la sua filosofia, questo il suo modo di essere e di agire. Con pacatezza, apparente serenità, grande determinazione. Il nastro tricolore ora è stato tagliato, ora si procede spediti nella realizzazione del collegamento tra Terni e Rieti. Le difficoltà non ci sono più. Questo si deve in primo luogo all'impegno del parlamentare ternano Enrico Micheli. Un impegno che, in questo giorno di festa, gli amministratori di oggi avrebbero dovuto richiamare e far rivivere attraverso un doveroso ricordo. Anche perché non c'è futuro senza storia.
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