Pubblicista, lavora come addetto alla gestione dell’Archivio storico- iconografico e documentale della Polizia di Stato, nonché ricercatore, dedicandosi spesso a disamine sulle fonti riguardanti la Polizia italiana a cui ha affiancato studi uniformologici. Già laureato in Scienze Politiche indirizzo...[continua...]
Questa organizzazione capillare e profonda contribuì non solo ad incrementare in modo subliminale il consenso, ma sviluppò una serie di servizi sociali ed assistenziali, una variegata serie di attività ricreative, sportive, culturali, fino ad allora ignorate, dove l’individuo, anche se in competizione con il collega, usciva da quella atomizzazione che lo aveva reso abulico nel passato.
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LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DELL'O.N.D. (seconda parte)
La base essenziale per la vita del Dopolavoro - continuava il periodico fascista - era l'avere adatti e decorosi locali nei quali fosse possibile l'attuazione dei programmi in relazione all'importanza ed estensione delle iniziative. Nei locali dovevano essere istituite, per quanto possibile, sale per esercitazioni, per lezioni di educazione fisica, per la biblioteca, per le proiezioni cinematografiche, per i corsi culturali e professionali, per le conferenze etc. Tutto ciò serviva a completare quella vasta organizzazione che mirava solo al benessere morale, culturale e materiale delle masse dei lavoratori, fossero essi intellettuali o manuali. Un'altra delle importanti regole da rispettare era la revisione degli iscritti, per evitare che dei dopolavoristi residenti in una città risultassero iscritti in altri paesi; per ovviare a questo inconveniente ognuno doveva essere iscritto in un elenco generale, distinto per categoria di lavoro, di società, o di circolo, con indicata a fianco la residenza, il numero della tessera e tutte le altre notizie che potevano meglio individuare una persona. Ogni Commissario di zona per proprio conto doveva tenere uno schedario o registro con l'elenco dei rispettivi tesserati; le tessere dovevano essere concesse soltanto ai lavoratori che avevano i necessari requisiti morali e politici. Dalle pagine dei giornali locali dell'epoca siamo venuti a conoscenza anche delle manifestazioni di carattere ludico delle quali il Dopolavoro ternano si trovò ad essere "la musa" ispiratrice ed organizzatrice. Essi insistevano molto sul fatto che ciò dimostrava che prima di quel momento niente di simile era stato fatto da nessun'altra organizzazione. Nell'estate del 1928 fu organizzata una crociera estiva che da Genova mosse fino a giungere a Trieste. Così citava un trafiletto informativo:
Il Dopolavoro Provinciale comunica: Si informa che la Lega Navale Italiana ha indetto una crociera che si svolgerà dal 3 al 14 settembre prossimo ed avrà il seguente itinerario: Genova, La Spezia, Civitavecchia, Cagliari, Palermo, Reggio Calabria, Bari, Lagosta, Zara, Lussino, Fiume, Pola, Venezia, Trieste. Le domande d'iscrizione debbono essere redatte su apposito modulo stampato, che viene distribuito gratuitamente da questa segreteria. A tutti i dopolavoristi che prenderanno parte alla crociera verrà concesso lo sconto del 10 per cento, L.165 sono da pagarsi prima del 3 settembre 1928; il restante entro sei mesi dal giorno d'iscrizione. La Crociera si farà col piroscafo "Belvedere" della società di navigazione Cosulich. Si invitano i Dopolavoristi dipendenti a svolgere la migliore propaganda per raccogliere adesioni affinché ogni Dopolavoro abbia una propria rappresentanza alla Crociera, possibilmente con gagliardetto, presieduta da persona in grado di guidare le comitive nella visita alle città toccate dalla Crociera.
In quegli anni di largo consenso si svilupparono anche la radiofonia e il cinema; molte delle sedi dopolavoristiche vennero dotate di apparecchi radiofonici, che nel 1936 ammontavano a 63 ed emanavano trasmissioni per i lavoratori e le loro famiglie.