Uscito per la prima volta nel 1990, questo romanzo venne ritirato dal suo editore dopo pochi giorni, in seguito alla denuncia di uno degli imputati della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Grazie all'Einaudi, nel trentennale di quel terribile evento, Strage torna in libreria ed è doloroso constatare come dal 1990 nulla sia cambiato, come la Strage di Bologna rimanga ancora avvolta nell'assoluto mistero. Quella soglia che la ragione e la giustizia non sono riusciti a varcare, l'abbiamo affidata agli scrittori, chiedendo loro di usare la fantasia per immaginare un perché, visto che la verità non ci è dato conoscerla. Ancora più triste è dover concordare con ciò che scrive l'ex magistrato Libero Mancuso nella presentazione: questo libro "ci fornisce la dimostrazione, anche alla luce delle recenti cronache non soltanto giudiziarie, che la realtà in Italia è in grado di competere con le più ardite fantasie letterarie. Che qui da noi nulla è impossibile e tutto può accadere, perché tutto è già accaduto." Loriano Macchiavelli usa tutta la sua straordinaria abilità di giallista per inchiodare il lettore per seicento pagine impossibili da interrompere, fino a regalarci una spiegazione forse più tremenda di tutte le ipotesi finora emerse. I personaggi del libro, per quanto del tutto immaginari, ci risultano terribilmente familiari, perché incarnano maschere diventate tipiche della nostra storia recente: il vecchio ministro trafficone, il potente massone, i servizi deviati, l'onnipresente Cia, la cupola mafiosa, gli estremisti di destra, l'ufficiale dei carabinieri integerrimo e perciò destinato al ruolo di eroe e vittima sacrificale… Un libro importante, avvincente come un thriller di Ken Follett ed utile come un libro di storia, perché, come ci dice lo stesso Macchiavelli: "L'anima la si può pure vendere al diavolo ma ciò che non va persa è la memoria."
L.C.
|