Un abbraccio e un bacio scambiato fuori dal gay village. Questa è la molla che ha scatenato la rabbia di un pregiudicato romano di 40 anni. Dapprima ha invitato i due a smetterla e difronte alla loro reazione non ha esitato a spaccare una bottiglia in testa ad uno dei due ragazzi e a colpire con una coltellata all'addome l'altro. Non contento ha infierito anche con calci e pugni prima di allontanarsi a bordo di una macchina con amici-complici. La precisa descrizione dell'aggressore ne ha permesso l'identificazione nel giro di poche ore. Rintracciato dalla Polizia, è stato fermato. Il magistrato di turno ha deciso per la denuncia a piede libero per " tentato omicidio ". Il provvedimento, troppo lieve, ha suscitato polemiche. Il Sindaco di Roma, nell'annunciare che il Comune si costituirà parte civile nel processo contro l'aggressore, ha affermato " ancora una volta mi vedo costretto a protestare vivamente per una decisione adottata da un magistrato. E' inaccettabile che un accoltellatore che ha agito con un chiaro movente di intolleranza sessuale, mettendo in pericolo la vita di due persone, sia oggi soltanto denunciato a piede libero per un mero cavillo procedurale. Le forze di polizia mi hanno assicurato che terranno il criminale in questione sotto stretta osservazione onde evitarne la fuga. Chiedo al magistrato inquirente di adottare immediatamente il provvedimento di restrizione in carcere per questo delinquente". Preoccupate per questa escalation di violenza nei confronti degli omosessuali le varie associazioni che fanno riferimento al pianeta trans, lesbo e gay. Uno dei due ragazzi feriti stanotte a Roma, quello più grave, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Non è in pericolo di vita. Ha chiesto che non venga avvertita la famiglia, che non è di Roma e che non è a conoscenza della sua vita privata.