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ANCORA SULLA TASSA TEVERE NERA
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31 Marzo 2009 23.54 - di Terni in Rete - Fonte: Comitato Abolizione Tassa Tevere-Nera - cod.173965
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La risposta del comitato per l'abolizione della tassa Tevere-Nera al Consorzio.
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In riferimento alla Conferenza Stampa tenuta nella giornata di ieri dai rappresentati del Consiglio d'amministrazione del Consorzio di Bonifica Tevere-Nera si evidenzia prima di tutto come il Consorzio non apporti alcun argomento serio, limitandosi ad evidenziare che "sarebbero uscite ben otto sentenze della Cassazione che riconoscerebbero le ragioni dell'Ente" senza però indicare quali siano e senza indicare le relative motivazioni. In realtà tutte le sentenze della Cassazione ad oggi uscite riconoscono che per potere imporre un tributo occorre un "beneficio diretto e specifico" e che la prova della sussistenza di tale beneficio compete al Consorzio anche in considerazione del fatto che nella nostra regione per quanto riguarda il Consorzio di Bonifica Tevere-Nera non è stato mai approvato, con le forme di Legge, il perimetro di contribuenza (Cass. 4513/09). L'unica argomentazione semiseria è costituita dalla circostanza che in base all'ultima Legge Regionale (emanata nell'ottobre 2008) il contributo dovrebbe essere pagato anche dai proprietari che ricevono un beneficio generico o generale. Ciò si evincerebbe, a parere degli organi consortili, dal fatto che sono stati soppressi i due aggettivi "specifico e diretto" riferiti al beneficio. In realtà, tale cambiamento è solo di maniera e non muta i termini della questione, in quanto la Legge (art. 860 c.c e art 3 R. D. 215 del 1933) parla solo di "beneficio" e la Cassazione ha ben specificato che trattandosi di tributo che pagano solo i proprietari che si trovano nel perimetro di contribuenza, il beneficio deve essere ontologicamente "specifico e diretto": diversamente se bastasse un beneficio generico dovrebbero essere chiamati a pagare anche i cittadini non proprietari in quanto destinatari del medesimo beneficio. Nel merito delle altre polemiche affermazioni evidenziamo quanto segue: 1) non è vero che il comitato sta portando avanti una battaglia per finalità elettorali in quanto il contenzioso è iniziato già nell'anno 2001 con l'inizio dei primi procedimenti tra i quali spicca l'azione giudiziaria dell'A.T.E.R. che ha condotto ad una pronuncia di condanna del Consorzio alla restituzione degli ultimi 10 anni di contribuzione. Numerosi ricorsi sono stati presentati anche negli anni 2004, 2005 e 2006, periodi nei quali non si può certo sostenere che vi fosse l'idea di partecipare ad una tornata elettorale. 2) assolutamente improvvido è paventare la minaccia del licenziamento per i dipendenti del Consorzio, circostanza questa impossibile a verificarsi in quanto il Consorzio è emanazione della Regione Umbria e nella Legge così detta "Taglia Enti" è stato specificatamente previsto che "in caso di soppressione del Consorzio tutti i rapporti attivi, passivi e di lavoro passano in capo alla Regione". è comunque paradossale rilevare che quando esponenti del Comitato Abolizionista hanno avuto la maggioranza nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio mai hanno paventato il licenziamento dei dipendenti ritenendo dovere della Regione intervenire a salvaguardia dei cittadini e dei lavoratori. Peraltro, le opere di tutela idraulica del territorio sono dalla Legge poste a carico della fiscalità generale e quindi nessun balzello può essere ulteriormente posto a carico del cittadino in quanto la Regione riceve dallo Stato appositi fondi per tali opere: a questo punto se il Consorzio non è in grado di far quadrare i conti di vessare i cittadini con ingiusti balzelli è questa una circostanza che non può influire sotto il profilo giuridico ma che riguarda unicamente l'incapacità gestionale degli organi consortili. Similmente risibile è la circostanza che il Consorzio vorrebbe denunciare per diffamazione un sindacalista e il Difensore Civico presso la Provincia di Terni se solo si considera che la valutazione sul pagamento o meno del tributo rientra nelle prerogative di ogni cittadino, specialmente di coloro che sono preposti alla tutela ed alla salvaguardia dei diritti altrui. è evidente che con tali affermazioni il Consorzio, lungi dal porre un argine giuridico alla propria posizione che si connota assolutamente illegittima, tenta di esercitare una indebita pressione cercando di togliere serenità, con argomenti infondati e di nessun pregio a coloro che saranno chiamati a decidere ancora una volta la presente vicenda. Tale condotta, peraltro, è stata sempre tentata dal Consorzio, con esiti negativi, avendo per anni operato la ricusazione dei giudici interessati alla vicenda e cercando di strumentalizzare le controparti, addossandogli fini personalistici nella vicenda.
COMITATO ABOLIZIONE TASSA TEVERE-NERA |
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