Duro il commento del Presidente dell'Anci Umbria Raffaelli: "Invece di andare avanti stiamo tornando indietro"
E' rottura nei rapporti tra l'Anci ed il Governo sulle questioni della finanza locale. "Invece di andare avanti si va indietro - ha dichiarato il presidente dell'Anci Umbria e sindaco di Terni, Paolo Raffaelli - e a poco piu' di un mese dalla scadenza dei termini per la presentazione dei bilanci non c'e' alcuna risposta da parte del Governo". "Noi - ha proseguito - abbiamo dato piena disponibilita' ad assolvere ad una funzione anti-crisi, accogliendo le proposte dell'Associazione dei costruttori edili e dei sindacati per stringere i tempi di messa in cantiere di opere pubbliche di interesse cittadino, ma cio' e' impossibile se persiste l'interpretazione restrittiva del patto di stabilita' interno fatta propria anche in questi giorni dal ministero dell'Economia". L'Anci ribadisce, non escludendo iniziative di mobilitazione anche clamorose, le quattro richieste fondamentali dei Comuni: 1)garantire la stabilita' delle entrate comunali attraverso la compensazione dei tagli ai trasferimenti e sull'Ici; 2) consentire ai Comuni l'immediato utilizzo, in deroga al patto di stabilita' interno, dei residui passivi e degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale; 3) incentivare l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere le spese per investimenti; 4) garantire la copertura integrale delle risorse ai Comuni previste dal Dpef e che ora sono decurtate di 440 milioni di euro. Il presidente dell'Anci umbra, anche nella sua qualita' di sindaco di Terni, ha informato dell'inasprimento della crisi nei rapporti tra Anci e Governo anche il Prefetto di Terni, Sabatino Marchione.