Una celebrazione che è un evento comunitario religioso e civile, un incontro annuale tra la comunità cittadina di Amelia e di Civitavecchia, per rinsaldare il gemellaggio tra le due città nel nome della comune Patrona e copatrona della diocesi di Terni Narni Amelia. Due saranno i momenti liturgici salienti di lunedì 24 novembre, giornata dedicata alla Santa di Amelia. Alle ore 9.30 saranno accolti i pellegrini e le autorità di Civitavecchia presso l'oratorio Maria Ausiliatrice. Alle ore 10.00 la concelebrazione della Santa Messa con i sacerdoti della Valle Teverina sarà presieduta dal vicario generale della diocesi mons. Antonio Maniero. Alle ore 11.15 la celebrazione nella Cattedrale sarà presieduta da mons. Carlo Chenis vescovo di Civitavecchia, città della quale santa Fermina è copatrona; alle 12 seguirà l'omaggio ai pellegrini e autorità di Civitavecchia da parte del complesso bandistico "Città di Amelia". Alle 16.30 presso la sala Municipale, ci sarà la riunione dei Sindaci del mandamento e la consegna dei ceri al corteo storico. Alle ore 17.30 la solenne celebrazione nella Cattedrale sarà presieduta da mons. Vincenzo Paglia vescovo di Terni Narni Amelia alla presenza dei sacerdoti dell'intera diocesi e dei sindaci di Civitavecchia, Amelia, Alviano, Attigliano, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina e Penna in Teverina, animata dalla corale "Amerina". La celebrazione sarà preceduta dalla rievocazione storica della pesatura e offerta dei ceri, secondo gli Statuti del 1346. Nei tradizionali abiti del Trecento, i rappresentanti dei borghi del territorio comunale offrono alla patrona grossi ceri il cui peso equivale simbolicamente a quello dei nuclei familiari presenti nel borgo che essi amministrano.
SANTA FERMINA Di origini romane, Fermina si convertì giovanissima al Cristianesimo, con impegno e entusiasmo si consacrò all'apostolato, convertendo tantissime persone sollecitata da una fede fervida e operosa. Secondo la sua passio, che non è anteriore al sec. VI, Fermina era una vergine romana figlia dello stesso praefectus urbis, Calpurnio. Da Roma la famiglia si trasferì a Civitavecchia e quindi ad Amelia. La giovane Fermina qui visse una vita eremitica, rivolgendo ai fedeli parole di conforto esortandoli coraggiosamente alla fede e all'amore. Un consularis Olimpiade, che aveva tentato di sedurla, fu da lei convertito e diede poi la vita per la fede. Fermina seppellì il martire in un suo fondo detto Agulianus a circa otto miglia da Amelia il 1° dicembre.
Denunciata come cristiana, S. Fermina fu arrestata e condotta davanti al giudice Megezio il quale, nemico acerrimo dei cristiani, la sottopose a minacce e tormenti più spietati che non spezzarono però il suo coraggioso rifiuto di rinnegare la fede cristianaPiù tardi anche lei subì il martirio. Era il 24 novembre del 304 d. C quando la giovane Fermina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna (la tradizione vuole che sia quella posta all'ingresso del Duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Fermina morì pregando il Signore per sé e per i suoi persecutori. Molti vedendola morire in quel modo si convertirono al Vangelo. I resti del prezioso corpo vennero segretamente sepolti con grande venerazione dai Cristiani, fuori le mura di Amelia, e vi restarono occulti per circa sei secoli. Furono ritrovati nell'anno 870 e da allora sono solennemente custoditi nella Cattedrale di Amelia.
Le si attribuiscono numerosi miracoli, uno dei quali avvenne durante la navigazione verso Civitavecchia (allora Centumcellae); una violenta tempesta che infuriava in mare sulle imbarcazioni venne placata dall'intervento miracoloso della vergine Fermina. La santa sostò per un periodo in una grotta del porto,
sulla quale è stato successivamente costruito il Forte Michelangelo. Per questo è anche la protettrice dei naviganti.
Dopo oltre 17 secoli, Fermina è un esempio di come amare il Signore, anche in mezzo ai sacrifici, ai problemi, alle difficoltà della vita e, le celebrazioni in suo onore, mostrano, ancora oggi, l'intensa devozione che la popolazione locale da secoli destina alla propria patrona. La festa di Santa Fermina a Civitavecchia si celebra il 28 Aprile, giorno in cui giunsero nella città le reliquie donate dalla città di Amelia (28 aprile 1647). |