Mia madre è una donna con una innata eleganza e un fascino discreto del quale però purtroppo, nessuna delle sue due figlie ne ha ereditato l’intensità. Da sempre nell’ambiente della moda, ha istinto per il buon gusto. Tra le cose che ci insegnava sull’essere e sull’apparire una mi è rimasta particolarmente impressa, come si ammazza l’eleganza. La riassumo in poche parole. Trascurando capelli, mani, piedi. Non l’abito, la pelliccia o il gioiello. L’eleganza è fatta di attenzioni e sfumature. Una persona con i capelli puliti e curati, le unghie ben trattate, lucidate o smaltate e i piedi “bien soigne”, queste tre cose anche da sole, fanno la differenza. Arriva l’estate e sarà molto caldo. Ci toglieremo gli stivali e le calze. Come ogni volta ne vedremo delle belle. O brutte? Parlare di piedi è difficile. La parola stessa per anni è stata considerata da usarsi sono nell’intimità e mai in pubblico. Ma dato che è il contesto che stabilisce la pertinenza dei termini io la userò questa parola, perché qui ne voglio sottolineare la dignità. Radici del corpo, cuore periferico e punto di contatto con il terreno, la loro mobilità comunica la capacità caratteriale di adattamento alle varianti della vita. Un piede legnoso, poco elastico, indica probabilmente un uso eccessivo di sale alimentare e proteine e sicuramente un carattere rigido, bigotto o fanatico. Poco aperto alle novità e ai cambiamenti, diffidente e pessimista. I feticisti ne fanno quasi oggetto di culto e di ispirazione erotica. In Giappone, per oltre un millennio, i piedi delle bambine di buona famiglia venivano fasciati per deformarli e limitare la possibilità di camminare. Hanno rappresentato per gli uomini il massimo segno di sottomissione il riconoscimento, anzi la garanzia, della loro superiorità. Poi quello che era nato come un simbolo di fragilità e dipendenza femminile, è di fatto diventato il segno di una grandissima forza. Le donne, che sono state tanto forti da sopportare e superare simili dolorose prove, hanno finito per trovarvi uno strumento di potere! Se questa non è l’arte del saper vivere! Nel V sec. a.C., i sandaletti con lacci d’oro fabbricati dagli artigiani etruschi andavano a ruba tra le donne nobili e alla moda di Atene. Dopo una lunga stagione passata dentro scarpe chiuse, i nostri piedi godono all’improvviso di protagonismo e tornano in vista. Ma in che condizioni usciranno dal letargo? è bene dire che in qualunque stagione i piedi devono essere curati. Sempre e comunque. Per garbo nei confronti di chi li vede e per il piacere personale di curare una parte importantissima della propria persona. Orribili i piedi con le unghie frastagliate, con la pianta ingiallita dagli accumuli di cheratina con talloni ispessiti e secchi. Ma non ci rendiamo conto che fanno parte della nostra persona? Bellissimo un viso leggermente truccato, una borsa nuova o un bell’anello al dito, ma ognuna di queste cose, e molto di più, diventa patetico se indossato con un piede incolto a vista. Drammatico poi se si scopre la trascuratezza magari nell’intimità come nel film del 1992 “Il principe delle donne” con Eddie Murphy e Halle Berry, dove si esaspera l’effetto del piede curato e non. Quando in cinema fa scuola! La postura del corpo è condizionata dai punti dolenti del piede. Se un diabolico calletto ci costringe ad appoggiare il piede in modo di evitarne la pressione sopra, sbilancia l’andamento a discapito della colonna vertebrale. I piedi devono subire cure quotidiane casalinghe e periodicamente sopportano bene anche un intervento più professionale. Il taglio delle unghie deve essere fatto in modo di non favorire una ricrescita “in carne”. Gli accumuli di cheratina sono una difesa che la pelle usa per proteggersi dai punti di pressione, ma questi inspessimenti posso diventare anche molto dolorosi. A livello del tallone, uno strato corneo spesso, perdendo l’elasticità, può tendere a rompersi, dando origine a spaccature profonde, le ragadi. Chi le ha avute non le ha più dimenticate. Il favore di una cura nel dettaglio è gradita tanto dagli uomini, quanto dalle donne, poco propense a giudicare con generosità un piede maschile disordinato e incolto. Avere le scarpe firmate e i calzini bucati non fa “kohl”. Se poi i piedi sono ancora peggio allora non ci sono parole. E’ peggio di una borsa disordinata, di una macchina sporca, di una camicia a cui manca un bottone. E poi se quello che mi mostri è così, come sarà quello che ancora mi nascondi? |