Simbolo femminile di eleganza e caducità. Riconosciuta regina dei fiori eletta dalla poesia scritta nel corso dei tempi. Strumento dell’amore e del corteggiamento. Che sia abyssinica o alba, canina o centifolia, floribunda o lucens, primula, stellata o tormentosa la rosa è soprattutto bella. Realizza un sogno se regalata, splendida nei giardini. Diventa un preziosissimo balsamo per chi ne apprezza le qualità curative, ne occorrono ben due tonnellate per fare un litro di olio che ne contenga la sua vitalità. La Rosa canina è una delle tante specie di rose selvatiche comuni nelle nostre campagne e soprattutto nell'Appennino. Ha un alto contenuto di Vitamina C in quantità superiore rispetto agli agrumi. Contiene anche bioflavonoidi e beta-carotene, un antiossidante e antiradicali liberi, che la rende ottima nella prevenzione delle rughe e dell’invecchiamento cutaneo. Il suo profumo agisce come calmante quando il cuore è un torrente in piena. Quieta lo le tormente fredde dello spirito. Indicata anche per combattere stress quotidiano, tensione nervosa, mal di testa. Ha avuto degli illustri adulatori, Alessandro Magno le attribuiva dei poteri straordinari, vista anche la sua giovane età. Secondo la colonna scandalistica del tempo faceva preparare per i suoi convitti un afrodisiaco a base di rose, rosmarino, timo, salvia e altre nove erbe. Nell'anno 1.000 gli arabi conoscevano ed erano famosi per la loro acqua di rose. Omero paragonò i colori dell'Alba alle sua più tenui nuance. Magica, dall'inconfondibile profumo e dai significati più nascosti ci parla con i suoi colori e con le sue forme. La rosa bianca invita al silenzio ma è anche simbolo di purezza ed innocenza, la rosa variegata simboleggia la promessa tradito, la rosa canina l'indipendenza e la poesia, la rosa borracina la bellezza capricciosa, la rosa rosa parla d'amore, quella rossa di passione, la gialla di gelosia, menzogna e tradimento. Moltissimi i riferimenti religiosi e filosofici. Presso i Greci era consacrata a Venere, su molte sue statue si intrecciano corone di rose e mirto. Adottata anche dalle Grazie e da Arpocrate, il dio del silenzio, per significare come la quiete serva ad apprezzare le gioie del cuore. Porre una rosa sulla tavola intendeva che il convito doveva restare segreto. Portate ancora oggi ad adornare le tombe in quanto simbolo di rigenerazione. I Patrizi usavano donare un fascio di rose alla donna amata. Siamo in molti e ritenere ancora oggi che quest’abitudine non debba mai passare di moda. Durante le feste di Dioniso si era soliti incoronarsi di rose, perchè si diceva che avessero la virtù di calmare i problemi derivati da eccesso di alcool. Per questo la rosa prese anche il significato di riservatezza. Anche il cuore per i suoi dilemmi si rivolge a lei. In magia la rosa è sempre stata utilizzata nelle miscele d’amore la ricetta consiglia: prendete tre foglie di rosa e date a ciascuna il nome di un vostro corteggiatore o di un uomo che vi piace. Conservatele al riparo dalla luce. La foglia che rimarrà verde più a lungo vi indicherà il nome della persona con cui potreste avere una storia d’amore. Proverò! Si dice che un thè di rose bevuto prima di andare a letto regali sogni profetici. Se vengono portati sul corpo, i petali hanno una funzione protettiva da spiriti negativi. Rose sparpagliate intorno a casa donano tranquillità. Le rose in giardino attirano le Fate. E infine, si dice che crescano meglio se sono state rubate!
Si può preparare la crema di rose con: 50 gr. di petali, 100 gr. di zucchero, due tuorli d'uovo, mezzo litro di latte e si procede come per una normale crema inglese.E' antisettico, tonificante, rinfrescante, antispasmodico, cicatrizzante, tonico cardiaco e rego-latore dell'appetito.
Comperate pure una dozzina di rose rosse, o del colore scelto, ma sacrificatene una: regalare fiori in numero pari porta sfortuna. Non portate rose bianche ad ammalati o convalescenti: sono simbolo di morte. Non portate mai fiori a bordo di un aereo o di una nave, men che mai se sono bianchi o rossi, peggio ancora se il mazzo unisce questi due colori . |