L'artrosi è una malattia articolare cronico - degenerativa, a carattere progressivo. E' la malattia reumatica di gran lunga più frequente e colpisce entrambi i sessi: solo in Italia si stima che oltre cinque milioni di persone ne siano affette.
L'artrosi colpisce maggiormente le persone anziane, ma non è infrequente un coinvolgimento dei soggetti più giovani, tanto da essere considerata la principale causa di perdita di giornate di lavoro e, in minor misura, di sospensione da specifiche attività lavorative non più compatibili con la malattia. Le lesioni degenerative osservate a carico delle articolazioni sono molteplici e possono coinvolgere la cartilagine, l'osso subcondrale e le inserzioni tendinee. Spesso il processo degenerativo può complicarsi con vere e proprie fasi di infiammazione delle strutture suddette, determinando tumefazione, versamento articolare, dolore esacerbato. Le articolazioni più frequentemente interessate sono la colonna vertebrale (spondiloartrosi), l'anca (coxartrosi), il ginocchio (gonartrosi), le dita delle mani (rizoartrosi) e dei piedi.
L'artrosi può essere classificata in una forma primaria, spesso diffusa a molteplici articolazioni e in una forma secondaria, più frequentemente localizzata. L'artrosi primaria pare correlata ad una predisposizione genetica e non di rado può essere osservata in più soggetti appartenenti alla stessa famiglia. L'artrosi secondaria può colpire anche soggetti giovani ed è spesso correlata a traumi, obesità e sovrappeso, malformazioni congenite o acquisite a carico degli arti inferiori, attività lavorativa che prevedano l'uso di strumenti vibranti, manovre ripetitive con il carico protratto di alcune articolazioni o in posizioni non fisiologiche, artriti, ecc. Il sintomo più frequente è il dolore che si accentua con il movimento e si riduce con il riposo (dolore definito meccanico che va distinto dal dolore di natura infiammatoria). Raramente insorge durante il sonno, a meno che non sia concomitante un processo infiammatorio. Nel corso degli anni tuttavia può essere presente anche a riposo e accompagnarsi alla sensazione di rigidità mattutina, generalmente di breve durata (inferiore ai 15-30 minuti).
Si possono osservare quadri sintomatologici differenti a seconda delle sedi articolari interessate. Quando la degenerazione articolare evolve il paziente presenta una limitazione funzionale, più o meno invalidante a seconda delle sedi coinvolte. Ad esempio una artrosi a carico delle articolazioni portanti (anca e ginocchio), possono ostacolare il cammino; l'artrosi delle mani può compromettere la destrezza e la forza necessaria alle varie attività quotidiane; l'artrosi a carico della colonna oltre al dolore può presentare alterazioni dei dischi vertebrali con patologia irritativo - compressiva delle radici dei nervi e quindi dolore parestesico irradiato agli arti (rachialgia, sciatalgia, cruralgia). Spesso sono presenti deformazioni (molto evidenti alle mani, ad esempio) con veri e propri noduli a livello delle articolazioni inter - falangee distali e prossimali con deviazione dell'asse articolare (noduli di Heberdeen e Bouchard). Una variante temibile che può colpire donne in età pre o peri menopausale è l'artrosi di tipo erosivo. In essa possono essere persi completamente i normali rapporti articolari, come nell'artrite reumatoide o nell'artrite psoriasica, con grave compromissione della funzionalità delle articolazioni interessate. Una indagine radiografica dei segmenti scheletrici coinvolti può essere di grande aiuto per una diagnosi definitiva. Nonostante non esistano dati scientifici a riguardo, il malato riferisce spesso di una esacerbazione del dolore durante i cambiamenti climatici, soprattutto in relazione all'umidità e al vento. Una accurata visita medica ed alcune indagini radiografiche consentono nella maggior parte dei casi di porre una diagnosi di certezza di artrosi escludendo altre malattie di interesse reumatologica. Di solito l'artrosi non si accompagna ad alterazioni significative degli esami di laboratorio, fatta eccezione per la forma erosiva dove può osservarsi un modesto incremento degli indici di flogosi (VES e proteina C reattiva). E' difficile porre una diagnosi precoce di artrosi perché generalmente i sintomi compaiono quando le lesioni degenerative sono instaurate ed evolute.
Le indicazioni terapeutiche che si possono fornire tendono ad essere comuni in tutte le localizzazioni artrosiche e comprendono: terapie fisiche e riabilitative magari effettuate in ambiente termale, farmaci antiinfiammatori non steroidei ad azione analgesica, condroprotettori allo scopo di rallentare i processi degenerativi e di stimolare i processi riparativi cartilaginei, trattamento infiltrativo intraarticolare con sostanze atte a migliorare la lubrificazione ed un corretto funzionamento articolare. Quando la malattia evolve e l'inabilità e il dolore diventano irreversibili, la soluzione chirurgico - ortopedica, rappresentata dal posizionamento di protesi, può offrire grandi vantaggi e migliorare consistentemente la qualità di vita.
|