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 BONDI: DESOLANTE...ANZI, PREOCCUPANTE
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Bardani

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Inserito il - 02/04/2009 : 18:08:11  Link diretto a questa discussione  Mostra Profilo Invia a Bardani un Messaggio Privato Aggiungi Bardani alla lista amici  Rispondi Quotando
La Corte Costituzionale ha fatto quello che doveva, cassando due fra le norme più assurde della legge sulla fecondazione assistita, i commi 2 e 3 dell’articolo 14.
La giurisdizione è riuscita laddove la volontà referendaria aveva fallito, impedita dai meschini giochetti da lobby della gerarchia cattolica.
Tutto è bene quel che finisce bene, allora. Fino ad un certo punto.
Non vorremmo amareggiarci in un giorno di festa, ma ci fanno drizzare le orecchie alcune dichiarazioni del Ministro dei beni culturali, l’ineffabile Sandro Bondi, che ha commentato la sentenza dicendo ”Così s’intacca la sovranità del Parlamento e si pone un grave problema per la nostra democrazia”…
Non so se la dichiarazione sia dettata da malafede o da analfabetismo politico giuridico - trattandosi di un ministro del Governo Berlusconi tutto può essere - ma in ogni caso espRime idee peregrine ma preoccupanti.
Innanzitutto il riferimento alla “sovranità del Parlamento”.
Forse il Ministro si confonde con il Regno Unito, dove in effetti si parla di sovereignity of the Parliement, perché in Italia la sovranità non è mai stata né formalmente nè sostanzialmente imputata al Parlamento.
Sfido a trovare una sola norma costituzionale in cui si attribuisca a quest’organo la sovranità, che appartiene, invece, al popolo.
O forse l’Ineffabile voleva dire un'altra cosa, non meno bizzarra a guardarla bene.
Secondo Bondi il popolo vive e si identifica con i suoi rappresentanti riuniti in collegio, cioé con il Parlamento, per cui contrastare la volontà del Parlamento e constrastare la volontà del popolo sono tutt'uno.
Insomma, contraddicendo la volontà del Parlamento la Corte ha mediatamente intaccato la volontà del popolo, che l’organo rappresenta. Di qui il problema per la democrazia…
Ma anche vista così la dichiarazione di Bondi non sta in piedi.
La sovranità, appartiene sì al popolo, ma questi “la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Ovvero: il popolo è sì sovrano, ma in modo ben diverso da come lo erano i re di un tempo, ai quali si applicava il principio per cui ciò che piaceva loro era legge.
Il popolo è un re costituzionale, la sua volontà è in grado di produrre effetti solo se rimane entro il recinto costruito dalla legge suprema, altrimenti divverrebbe un tiranno.
A dirla tutto, il popolo non è per niente sovrano, perché non esiste, se non come astrazione, come ipostasi cui si attribuiscono atti produttivi di effetti giuridici: ma chi l’ha mai visto? Si può ben dire che al di fuori dei limiti posti dalla Costituzione il popolo non esiste neanche nel mondo astratto del diritto!
Ed allora, che problema può porre alla democrazia, all’autorità del popolo, cioè di uno che fuori della Costituzione non esiste neppure, l’annullamento di una legge da parte della Corte costituzionale?
Ma appunto, dice Bondi, visto che il popolo non esiste esso si incarna necessariamente nel Parlamento, che invece esiste davvero!
Anche questa idea é tutta da dimostrare...
Ma poi, visto che la legge 40 é stata approvata, come quasi tutte, a maggioranza , dovremmo dedurre che il popolo sia schizofrenico, visto che il suo rappresentante ha due volontà diverse contemporaneamente!?
Non sarà che neanche il Parlamento esiste davvero e quel che esiste é invece la volontà della maggioranza?
Dunque, la volontà del sovrano é una volontà necessariamente mediata, molto mediata: dall’ipostasi popolo, che esiste solo in certe occasioni e nei limiti in cui si seguano certe regole, all'astrazione "volontà del Parlamento", che nasconde la realtà materiale del voto favorevole di una maggioranza di parlamentari, che solo seguendo certe regole possono fare leggi…
Il tutto a garanzia che il sovrano non passi il segno, ovverosia, fuor di finzione, che la democrazia non degeneri in dittatura della maggioranza parlamentare.
Bondi implicitamente salta tutte queste mediazioni, sulla base dell'eguaglianza
sovrano = popolo = Parlamento = maggioranza parlamentare,
che, applicando la transitiva, diviene
maggioranza parlamentare = sovrano.
Se così é, la sua critica, letta così come è stata riportata dalla stampa, tirandone il senso dal significato letterale delle parole, vuol dire
c’è democrazia solo se la volontà della maggioranza parlamentare non trova ostacoli”…
Se poi consideriamo che la maggioranza in carica - come la minoranza d'altra parte - non é propriamente stata eletta, ma nominata dal capo partito, la transizione diviene
sovrano = capo partito..
Eh sì, dobbiamo proprio preoccuparci!








Modificato da - Bardani in Data 02/04/2009 18:16:01

 Firma di Bardani 
Massimiliano Bardani
(Dio riesco anche a sopportarlo. E' il fan-club che non mi va giù... )

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